La finanza innovativa è funzionale in special modo al finanziamento degli investimenti, sicché è essenziale aver chiaro che cos'è un investimento. Seppure il concetto di spesa di investimento per gli enti locali risale ormai al 1964, il Legislatore non ha mai associato ad esso una definizione chiara ed esaustiva, lasciando molta discrezionalità di interpretazione agli operatori circa la tipologia di spesa da considerare all'interno del titolo primo anziché al titolo secondo del bilancio.
Solo con l'emanazione del nuovo ordinamento finanziario e contabile è stata eliminata buona parte delle ambiguità contabili fino ad allora esistenti attraverso l'articolazione della spesa per interventi.
Con i modelli contenuti nel DPR 194/96, è oggi possibile giungere ad
una definizione di spesa di investimento intesa come impiego di risorse
finanziarie in fattori pluriennali, soggetti ad ammortamento.Con questa
definizione il centro dell'attenzione è posto alla natura dei beni
ritenendo appartenenti alla stessa classe quelli a fecondità ripetuta
che, cioè, partecipano per più esercizi ai processi erogativi e
produttivi degli enti locali.
Da una breve e sommaria analisi possiamo evidenziare come non tutti gli interventi siano
finalizzati all'acquisizione di beni materiali ma alcuni siano diretti
all'acquisizione di immobilizzazioni finanziarie e immateriali. In modo
specifico è bene precisare che appartengono al conto capitale le
seguenti spese:
Acquisizione di beni mobili macchine ed attrezzature tecnico scientifiche Incarichi professionali esterni. L'obbligo di inserire tali spese all'interno del titolo II della spesa deriva dalla necessità di valutare un'opera al costo così come previsto dal TU, comprensiva quindi anche delle spese di progettazione, da ammortizzare in più esercizi anche nel caso in cui tali spese non fossero correlate ad un bene. Pure in conto capitale vanno imputate le spese per l'incentivazione della progettazione interna e per gli strumenti della progettazione tecnica generale (PRG; Piani di recupero, ecc..); spese, queste ultime, che vanno a costituire le immobilizzazioni immateriali. A quest'ultimo riguardo vedasi codificazione SIOPE. Trasferimento di capitali: tra le spese in conto capitale sono registrate le contribuzioni finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche da parte di altri enti. Sul punto va ricordato che l'art. 230.8 T.U. prevede che il Regolamento di contabilità definisca le categorie di beni mobili non inventariabili in ragione della natura di beni di facile consumo o di modico valore. E' evidente che la spesa per l'acquisizione di tali beni va imputata al titolo I del bilancio.
Anche le spese di funzionamento non ripetitive ex art. 187.2, lett. c), T.U. vanno inserite tra le spese correnti. In applicazione dell'art. 5 della legge costituzionale n. 3/01 ed ai soli fini dell'indebitamento (e quindi non della classificazione di bilancio) l'art. 3, commi da 16 a 21, della legge 350/03 definisce in modo puntuale cosa debba intendersi per indebitamento e quali sono gli investimenti che possono essere finanziati con capitale di terzi. La disposizione in esame è particolarmente importante perché viene data una valenza giuridica precisa ad alcune definizioni che prima, seppur conosciute, non avevano un carattere di indirizzo fondamentale nel settore degli enti locali ed anche nel settore creditizio.
Per la prima volta, infatti, è inserita a livello legislativo la definizione puntuale di investimento. Secondo il comma 18 dell'art. 3 sono da considerarsi investimenti, ai fini dell'indebitamento, i seguenti interventi:
l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali che non residenziali;la costruzione, la demolizione, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione straordinaria di opere e impianti;l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale;gli oneri per beni immateriali ad utilizzo pluriennale;l'acquisizione di aree, espropri e servitù onerose;le partecipazioni azionarie e i conferimenti di capitale, nei limiti della facoltà di partecipazione concessa ai singoli enti mutuatari dai rispettivi ordinamenti;i trasferimenti in conto capitale destinati specificamente alla realizzazione degli investimenti a cura di un altro ente od organismo appartenente al settore delle pubbliche amministrazioni;i trasferimenti in conto capitale in favore di soggetti concessionari di lavori pubblici o di proprietari o gestori di impianti, di reti o di dotazioni funzionali all'erogazione di servizi pubblici o di soggetti che erogano servizi pubblici, le cui concessioni o contratti di servizio prevedono la retrocessione degli investimenti agli enti committenti alla loro scadenza, anche anticipata. In tale fattispecie rientra l'intervento finanziario a favore del concessionario di cui al comma 2 dell'articolo 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (ora art. 143 D.Lgs, 163/06);
gli interventi contenuti in programmi generali relativi a piani urbanistici attuativi, esecutivi, dichiarati di preminente interesse regionale aventi finalità pubblica volti al recupero e alla valorizzazione del territorio.
Il comma 19 esclude, tra gli interventi che possono essere finanziati attraverso l'indebitamento, i conferimenti rivolti alla ricapitalizzazioni di aziende o società per il ripiano delle perdite. Per gli altri conferimenti l'Istituto finanziatore è tenuto ad acquisire dall'ente l'esplicazione specifica sull'investimento da finanziare, compresa l'indicazione che la società che recepisce il conferimento non presenta perdite d'esercizio. Le spese non rientranti nella fattispecie del comma 18, non possono essere finanziate attraverso l'indebitamento così come definito dal comma 17 e cioè:
l'assunzione di mutui;l'emissione di prestiti obbligazionari;le cartolarizzazioni di flussi futuri di entrata (Art. 1.740 L.F. 07); le cartolarizzazioni con corrispettivo iniziale inferiore all'85 per cento del prezzo di mercato dell'attività oggetto di cartolarizzazione valutato da un'unità indipendente e specializzata;le operazioni di cartolarizzazione accompagnate da garanzie fornite da amministrazioni pubbliche;
le cartolarizzazioni e le cessioni di crediti vantati verso altre amministrazioni pubbliche.
Le operazioni di cessione o cartolarizzazione di crediti per la quale l'Ente assume nuove obbligazioni (Art. 1.739 L.F./07).
Anche le operazioni di Leasing possono essere attivate solo per il finanziamento di investimento (Art. 160 bis D.Lgs. 163/06, introdotto dal D. Lgs. 113/07).
Il comma 17 chiarisce che non sono da considerare indebitamento le anticipazioni di tesoreria previste dall'art. 222 del T.U.
L'art. 1.68 della legge311/04 aggiunge alle pregresse forme di indebitamento anche le aperture di credito. Relativamente ai prestiti obbligazionari vedasi legge 744/94 e successive modificazioni e D.M. 29.01.96. L'art 1.69 della legge 311/04 prevedeche il fondo di ammortamento possa essere depositato presso Istituti bancari diversi dal Tesoriere
Relativamente al finanziamento dei debiti fuori bilancio vedasi punto 4, art. 194.3. Vedasi anche punto 4, art. 204 e punto 15, nonchè l'art. 207 T.U. relativo al rilascio di fideiussioni e l'art. 183.5 T.U. riguardante i prefinanziamenti.